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Capanna Volta (2.212m)  – Valle dei Ratti

Tempo : circa h 3:30

Distanza: circa 4.00 km

Difficolta: EE

∆+: 800m

∆-: 680m

Dal rifugio seguire il sentiero nr. A19 in direzione S verso il Passo del Calvo. Poche decine di metri dopo il rifugio al bivio prendere a destra per il sentiero Dario Di Paolo Nord, segnavia A20. Seguire i bollini bianchi e rossi in direzione SO, ignorando la deviazione verso destra per il pizzo Ligoncio. Raggiunta la bocchetta del Passo della Vedretta meridionale (2.840m) che si affaccia sulla Valle dei Ratti, si scende sempre in direzione SO lungo una cengia attrezzata con catene fisse. Mantenendo la sinistra al successivo bivio (quota 2700m) per il pizzo Ligoncio, in circa 1.30 si raggiunge la capanna Volta.

Bivacco Primalpia (1.980m)  – Valle dei Ratti

Tempo : circa h 5:30

Distanza: circa 7.50 km

Difficolta: EE

∆+: 700m

∆-: 750m

Dal rifugio seguire il sentiero nr. A19 in direzione S verso il Passo del Calvo (seguire indicazioni sentiero Life). Dopo alcune centinaia di metri dal rifugio, al bivio contraddistinto dalla targhetta “Sentiero Life”, prendere a destra verso la larga cengia del Calvo.  Salire lungo la cengia attrezzata con catene fisse fino alla stretta bocchetta del passo del Calvo (2.700m). Svalicato nella valle Spluga, seguire l’orografia circolare della valle, nella sua parte alta, in senso anti orario, direzione SO, fino a giungere alla bocchetta di Spluga (2.515m). Da qui, prendendo a destra si entra nella valle dei Ratti e si scende verso il laghetto del Manzel. Seguire quindi il sentiero nr. A21, indicazioni sentiero Walter Bonatti, fino al bivacco Primalpia (1.980m). In alternativa, dalla bocchetta di Spluga, proseguendo in direzione SE, si scende fin poco sotto la sella che distingue il passo Primalpia (2.476m). Da qui risalendo il breve tratto fino al passo si svalica nella valle dei Ratti, per poi scendere al laghetto di Primalpia (2.296m) e quindi all’omonimo bivacco.

 

Bagni di Masino (1.172m), per la valle Merdarola

Tempo : circa h 4:30

Distanza: circa 7.50 km

Difficolta: E

∆+: 370m

∆-: 1.300m

Dal rifugio seguire le indicazioni per la valle della Merdarola/Bagni di Masino, in direzione S, tenendo sempre la sinistra ai bivi. Il sentiero è segnato a bolli bianco/rossi spesso poco visibili: è bene procedere con calma e individuare i bolli al fine di trovare il percorso migliore e aggirare le insidiose buche tra rododendri e ginepri. Attraversata la val Ligoncio, risalire fino alla bocchetta di Medaccio (2.303m). Svalicati in val Merdarola, scendere in direzione E, prima decisamente a sinistra (bolli) e poi leggermente a destra sino ad un grosso ometto in pietra. Qui svoltare decisamente a destra e raggiungere le baite a quota 2.053m. Da qui prendere a sinistra e scendere in direzione NE fino alle baite poste a quota 1.457m e quindi proseguire verso i Bagni di Masino.

Attenzione: il sentiero non è sempre facilmente individuabile. Seguire con attenzione queste indicazioni e mantenere alto il senso di orientamento e dotarsi di mappa (e/o gps).

 

 

 

 

Pizzo Ligoncio (3.033m)

Tempo : circa h 4:00

Distanza: circa 5.00 km

Difficolta: EE - F+

∆+: 1200m

∆-: 100m

Dal rifugio seguire il sentiero nr. A19 in direzione S verso il Passo del Calvo. Poche decine di metri dopo il rifugio al bivio prendere a destra per il sentiero Dario Di Paolo, segnavia A20. Seguire i bollini bianchi e rossi in direzione SO, raggiunta la bocchetta del Passo della Vadretta meridionale (2.840m) che si affaccia sulla Valle dei Ratti, si scende sempre in direzione SO lungo una cengia attrezzata con catene fisse. Mantenere la destra al successivo bivio (quota 2700m) per il pizzo Ligoncio. A questo punto si attraversa metà dell'anfiteatro dell'alta Valle dei Ratti, in senso antiorario, fino ad intercettare l'enorme bollo rosso che segna l'attacco dell'ultimo tratto di salita alla vetta del Ligoncio. Ora seguire molto attentamente gli ometti per non finire in tratti troppo instabili e, per cenge e roccette, si giunge alla croce di vetta con panorama eccezionale su tutto l'arco alpino circostante e, in particolare, sui Pizzi Badile e Cengalo.

Pizzo dell'Oro Meridionale (2.695m)

Tempo : circa h 2

Distanza: circa 3.00 km

Difficoltà: EE - F (II° esposto)

∆+: 595m

∆-: 0m

Sentiero non numerato, ma con numerosi segnavia bianchi e rossi e bolli rossi. In direzione del Passo Ligoncio abbandonare dopo circa 45 minuti il sentiero principale in corrispondenza di un grande masso con la scritta Pizzo del Oro. Seguire la debole traccia indicata con bolli rossi che conduce facilmente ai piedi di un diedro/canale che si risale in obliquo verso sx con semplici passaggi fino al II° (da percorrere anche in discesa). Alla fine di questo canale si sbuca sul filo di cresta che si segue (esposto) fino in cima alternando facili pendii di erba con brevi tratti di arrampicata. Discesa per lo stesso itinerario.

Pizzo dell'Oro Centrale (2.707m)

Tempo : circa h 1

Distanza: circa 1.40 km

Difficoltà: EE

∆+: 540m

∆-: 0m

Per questa vetta non vi è sentiero nè bollinatura, ma il percorso è intuitivo. Dal Rifugio si percorre il sentiero verso il Passo Barbacan. Subito dopo aver superato la prima scaletta metallica che porta a scendere e risalire un piccolo canale con torrente, si risale tutto il pendio erboso verso il Passo dei Gendarmi (il passo è ben visibile dal basso). In prossimità del Passo si stacca una traccia a sinistra. Seguendo tale traccia e tenendosi sul versante erboso per evitare scomodi detriti, si risale fin quasi al filo di cresta. Qui si incontra una suggestiva finestra di roccia (foto) che apre verso la Val Codera. Si continua poco sotto il filo di cresta fino a raggiungere la vetta.

RIENTRO AD ANELLO PER IL SENTIERO LIFE

Dal Rifugio Omio si scende fino a località Pian del Fango (m. 1580) lungo il sentiero classico (21). Qui, poco oltre il rudere, si incontra un bivio ben segnalato su un masso (scritta Life). Si svolta a sinistra, si supera il tratto di vegetazione folta sotto al rudere fino a raggiungere nuovamente il bosco. All’inizio del bosco si incontrano bolli più marcati che ci condurranno lungo tutto il sentiero.

 

In prossimità dell’attraversamento di un canale si devono seguire attentamente i bolli, che conducono ad una repentina svolta a destra con circa 20 m. in discesa, fino a raggiungere il punto più facile per il guado del torrente. Superato il torrente si raggiunge un largo pendio erboso (sinistra), che si risale seguendo i bolli e fino a trovarsi su largo e comodo sentiero. Il sentiero si immerge nuovamente nel bosco e ci porta alle baite basse di Sceroia (prato). Qui, seguendo i bolli, si risale il prato fino a raggiungere le baite e, svoltando a destra, si taglia a mezza costa con numerosi guadi di piccoli torrenti, fino ad arrivare agli ampi prati che ci condurranno a Sceroia alta. Il sentiero risale balze erbose, raggiunge prima un rudere in posizione panoramica e poi, leggermente a destra, un’altra piccola baita. Con nuovo guado di un torrente e ormai in vista della grande stalla, si punta verso di essa e la si raggiunge. Dalla stalla, a destra (segnavia bianco/rosso su sasso), si scende leggermente e poi si svolta a sinistra verso un evidente canale che ci porterà (sempre scendendo) fino al Piano del Porcellizzo. Giunti al ben più grande torrente Porcellizzo, lo si costeggia a sinistra fino a raggiungere il ponte di attraversamento. Da qui si prende il sentiero che giunge dal Rifugio Gianetti e che ci conduce ai Bagni di Masino.

 

Dislivello positivo: 686 m.

Dislivello negativo: 1617 m.

Quota massima: 2162 m.

Sviluppo itinerario: 7,5 km.

Di interesse:

La Val Masino (link)

La Foresta dei sassi (link)

Il sentiero sensoriale dei Bagni di Masino (link)

Il sasso di Remenno (link)

Sentiero Roma

Sentiero Bonatti

Sentiero Life delle Alpi Retiche

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ESCURSIONI DAL RIFUGIO

 

Rifugio Luigi  Gianetti (2.534m) – Val Porcellizzo - Sentiero Risari

Tempo : circa h 3:00

Distanza: circa  4.50 km

Difficolta: EE

∆+: 730m

∆-: 310m

Dal rifugio seguire il sentiero nr. 21 (sentiero Risari) in direzione N verso il passo dell’Oro e del Barbacan.  Giunti alla deviazione (quota 2.360m) per il passo dell’Oro mantenere la destra. Raggiunto il valico a q. 2.610m lungo la costiera del Barbacan, attrezzato con alcune catene fisse, si scende sul versante opposto in val Porcellizzo, anche qui con l’aiuto di alcune catene fisse. Proseguire quindi in direzione NNE mantenendo la destra al successivo bivio (quota 2.460m) per il passo del Barbacan.              

 

Rifugio Luigi  Brasca (1.304m) - Val Codera 

Opzione 1 - Per il passo Ligoncio (2.575m)

Tempo : circa h 3:30

Distanza: circa 5.00 km

Difficolta: EE

∆+: 480m

∆-: 1.280m

Dal rifugio seguire il sentiero Dario Di Paolo Sud in direzione SO verso il passo Ligoncio (2.575m) posto alla destra della punta della Sfinge. Passata la stretta bocchetta del passo, il sentiero scende tra cenge e canalini, con l’aiuto di alcune catene fisse, in direzione NO verso il bivacco Carlo Valli (1.870m). Da qui prendere il sentiero A9 in direzione NNO che scende al rifugio Brasca.

Rifugio Luigi  Brasca (1.304m) - Val Codera 

 

Opzione 2 - Per il passo Dell'Oro (2.574m)

Tempo : circa h 3:30

Distanza: circa 5.50 km

Difficolta: EE

∆+: 450m

∆-: 1.240m

Dal rifugio seguire il sentiero nr. 21 (sentiero Risari) in direzione N verso il rifugio Gianetti.  Giunti alla prima deviazione (quota 2.360m) prendere a sinistra per il passo dell’Oro, segnavia nr. A10. Da qui si sale fino al passo (quota 2.574m) per facile sentiero. Svalicato il passo si entra nella valle Averta. Scendendo in direzione NO si passa dall’Alpe omonima (quota 1.957m),  prima di raggiunger il rifugio Brasca.

Rifugio Luigi  Brasca (1.304m) - Val Codera

Opzione 3 - Per il passo del Barbacan Nord (2.598m)

Tempo : circa h 4:00

Distanza: circa 6.00 km

Difficolta: EE

∆+: 610m

∆-: 1.400m

Dal rifugio seguire il sentiero nr. 21 (sentiero Risari) in direzione N verso il rifugio Gianetti.  Giunti alla deviazione (quota 2.360m) per il passo dell’Oro mantenere la destra. Raggiunto il valico a q. 2.610m, lungo la costiera del Barbacan, attrezzato con alcune catene fisse, si scende sul versante opposto in val Porcellizzo, anche qui con l’aiuto di alcune catene fisse. Proseguire quindi in direzione NNE. Al successivo bivio (quota 2.460m) prendere a sinistra per il passo del Barbacan, segnavia nr. A11. Raggiunto il passo (2.598m) si entra nella valle Averta. Scendendo in direzione O ci si ricongiunge con il sentiero A10, proveniente dal passo dell’Oro, prima di passare dall’Alpe Averta (quota 1.957m) e quindi raggiungere il rifugio Brasca.

Anello Rifugio Brasca - Rifugio Omio

Anello dell'Oro: proposta con 2 pernottamenti

É una proposta per vivere pienamente i due versanti così diversi della montagna. Itinerario possibile sia salendo da Novate Mezzola (consigliato), sia salendo da Bagni di Masino. Se si è escursionisti esperti, si consiglia la salita dal Brasca al Bivacco Valli e al Passo Ligoncio, con ritorno dal passo dell'Oro. Se si vuole evitare qualche difficoltà, si consiglia la salita dal Brasca per il Passo del Barbacan e la discesa per il Passo dell'Oro.

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