Pochi sentieri possono meritare il nome di Walter Bonatti e anche questo sentiero è stato accusato di non meritare il nome dell'alpinista che, conteso tra Bergamo, Monza e Lecco, ha però deciso di trascorrere proprio qui - a Monastero di Dubino - la maggior parte della sua vita, sul punto di incontro tra Valchiavenna e Valtellina, con uno sguardo sul Legnone, uno sul crinale orobico e uno su quello retico. Quasi incredibilmente nel luogo di maggior caratterizzazione dell'orogenesi alpina: tra la placca europea e la placca africana, sulla cosiddetta Linea Insubrica, dove ancora si possono ritrovare i segni di un oceano che fu e delle vette che si elevarono. Percorrere questo sentiero significa attraversare tutti questi ambienti profondamente diversi dal punto di vista geologico, botanico, climatico e antropico. É un viaggio tra le pieghe della crosta terrestre, è l'esplorazione di un mondo lontano dalle mete più frequentate, proprio come Bonatti amava.

Il sentiero Walter Bonatti è un itinerario lungo e impegnativo, che richiede buone doti escursionistiche, di resistenza e di orientamento. Si consiglia di portare con sè una buona mappa 1:25.000 e si dà qui sotto la possibilità di scaricare una traccia GPS del percorso (da utilizzare in caso di necessità, ma NON come unico strumento di orientamento!

Frutto di una collaborazione tra la Pro loco di Dubino e la sezione CAI di Novate Mezzola e Verceia, il sentiero Walter Bonatti è un bellisimo itinerario che porta alla scoperta delle bellezze naturalistiche della zona. Il sentiero ha una lunghezza complessiva di 25km. Con partenza da Monastero di Dubino (300m), attraversa la valle dei Ratti, la valle Spluga, la valle dell’Oro per terminare ai Bagni di Masino (1.172m) nell’omonima valle. Il punto di massima quota toccato dal sentiero è la bocchetta del Calvo posta a quota 2.700m. Solitamnete viene compiuto in 2/3 giorni: i punti di appoggio sono il bivacco Primalpia (non custodito) e il rifuguio Omio. Per accorciare la lunghezza e dislivello del sentiero, una valida alternativa è la partenza dall’Alpe Piazza (981m), a cui si può accedere con l’auto, previo acquisto di apposito permesso al transito il località Cino. Pur non essendo un sentiero con particolare passaggi tecnici e difficoltosi, visto il suo sviluppo e dislivello complessivo è consigliato ad escursionisti con un ottimo allenamento fisico.

 

Primo giorno:

Partenza: Monastero di Dubino (300m)

Bivacco Primalpia (1.980m)

Tempo :  h 9:00

Distanza: circa 14.50 km

Difficolta: EE

∆+: 2.300m

∆-: 500m

Dal paese di Monastero di Dubino (300m) si  sale lungo il crinale fino all’Alpe Piazza (980m) e si prosegue fin al monte Basetta (1.746m). Questo tratto è molto caratteristico: si cammina a cavallo tra Valchiavenna e Valtellina, a volte su un versante, a volte sull'altro, con continui cambi di luce, di suoni, di vegetazione. Il monte Bassetta è come la prua di una nave che punta verso il Lago diComo. Quindi ci si sposta nella valle dei Ratti e si continua fino alle baite di Codogno (1.810m) da dove si sale alla bocchetta di val Bassa (2.370m). Da qui si scende al bivacco Primalpia (1.980m). Questa tappa è fattibile anche in due giorni pernottando al rifugio Chianova situato all’Alpe Foppaccia (1.044m), al quale si giunge deviando a sinistra circa alla quota 1.500m, lungo il sentiero che dall’Alpe Piazza porta al monte Basetta.

Secondo giorno:

Partenza: Bivacco Primalpia (1.980m)

Arrivo: Bagni di Masino (1.172m)

Tempo :  h 7:00

Distanza: circa 9.50 km

Difficolta: EE

∆+: 750m

∆-: 1.550m

Dal bivacco Primalpia si  sale in direzione ESE verso il bivacco Bottani-Cornaggia per poi deviare a sinistra al bivio che si incontra alla quota 2.100m, in direzione del lago del Marzel (2.296m). Giunti al lago si prosegue salendo alla bocchetta di Spluga (2.515m) per poi continuare in direzione NNE verso il passo del Calvo (2.700m). Una volta svalicato nella valle dell’Oro si scende al rifugio Omio (2.100m) per poi proseguire verso i Bagni di Masino (1.172m).

Nelle grandi occasioni si puntava verso la Val Masino: era l'università, lì ci si laureava alpinisti". W. Bonatti

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